Comune, strappo nel PD, Monica Russo: «Scheda bianca alla presidenza del Consiglio». La maggioranza ha scelto Claudio Villa

La consigliera dem: «Non è un gesto simbolico, ma un atto politico. Resto nel PD ma fuori dalle logiche di potere. Continuerò a lavorare per i cittadini, non per gli equilibri interni». Ieri, alla riunione in cui si è anche decisa la capogruppo, Martina Caputo, la minoranza e la maggioranza che fa riferimento ad Armando Sanna non avevano votato

Consiglio comunale, si registra il primo segnale di tensione all’interno della maggioranza, e in particolare nel Partito Democratico. La consigliera Monica Russo, ha annunciato in una nota la sua decisione di votare scheda bianca nell’elezione della nuova Presidenza del Consiglio comunale, prendendo le distanze dalle scelte della coalizione.

“Non è un capriccio, né un gesto simbolico – ha dichiarato Russo – ma un atto politico consapevole e coerente. Dopo anni di lavoro sul territorio e una campagna elettorale condotta senza strutture alle spalle, prendo atto che quel consenso e quel radicamento non hanno avuto alcun peso nelle decisioni del partito”.
La consigliera rivendica non solo la propria autonomia, ma denuncia anche un problema di democrazia interna al PD: “Non sono stati convocati né la segreteria né la direzione provinciale per discutere le nomine della Giunta e della Presidenza. Questo dimostra un metodo chiuso, che esclude le voci autonome e le aree meno rappresentate della città”.
Pur confermando la propria appartenenza al Partito Democratico, Russo lancia un messaggio forte: “Resto nel PD, ma non intendo più aderire passivamente a logiche interne. Continuerò a lavorare per i cittadini, con libertà e serietà, senza dover rendere conto a nessun meccanismo di potere”.
Alla sindaca Salis, la consigliera rivolge infine un augurio di buon lavoro, accompagnato da un avvertimento: “Genova ha bisogno di vera discontinuità. Le periferie attendono risposte concrete. Io sarò al fianco della città, ma con rigore e senza sconti”.
Il voto di Russo, in dissenso con la linea della maggioranza, potrebbe rappresentare un primo campanello d’allarme per il nuovo assetto politico a Palazzo Tursi, in una fase ancora delicata della formazione della Giunta e del consolidamento degli equilibri interni.
In copertina: foto d’archivio
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